UFFICIO STAMPA COMUNE DI BRONTE

COMUNICATO STAMPA

Responsabile addetto stampa

Gaetano Guidotto

Tel 339/3339679

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ECCO LE DATE DELLA XXIII SAGRA DEL

PISTACCHIO DI BRONTE

BRONTE – (5 settembre 2012) – La Sagra del pistacchio di Bronte sfida la crisi e raddoppia.

Per 2 week end, dal 27 al 30 settembre e dal 5 al 7 ottobre 2012, la città di Bronte si

trasformerà in una naturale vetrina del suo verde pistacchio che, per gusto, bontà e caratteristiche, è

unico al mondo. L’Amministrazione comunale guidata dal sindaco, il senatore Pino Firrarello, in

questi giorni è al lavoro per allestire il programma che consenta ai numerosissimi visitatori che ogni

anno affollano le vie del centro di Bronte di assaggiare tutto quello che gli abili cuochi e pasticceri

di Bronte con l’Oro verde riescono a preparare.

“La Sicilia, - afferma il sindaco Pino Firrarello - è l’unica regione italiana dove si produce il

pistacchio, e Bronte, con oltre tremila ettari di coltura, ne rappresenta l’area di coltivazione

principale (più dell'80% della superficie regionale e l’un per cento di quella mondiale) con una

produzione dalle caratteristiche uniche che ne fanno un prodotto di nicchia di grande valore.

Per noi – conclude - è la risorsa agricola per eccellenza riconosciuta a livello mondiale”.

“Il pistacchio di Bronte – aggiunge il vice sindaco Melo Salvia che sta organizzando la sagra

- è particolarmente pregiato e ricercato per il suo sapore aromatico. Ma è chiaramente in cucina e

pasticceria che il Pistacchio diventa un Re. Ed i giorni della sagra sono l’occasione migliore per

assaggiarlo in tutte le sue gustosissime applicazioni. Per questo stiamo organizzando tutto nei

minimi dettagli per permettere a nostri affezionati visitatori di poterlo gustare al meglio”.

Il pistacchio era già conosciuto dai greci e dai romani, ma è entrato a far parte delle

coltivazioni agricole in Sicilia solo grazie agli arabi che hanno scoperto che sul territorio di Bronte

la pianta su cui effettuare l’innesto cresceva spontaneamente. L’ambiente di coltivazione va dai 300

ai 900 metri sul livello del mare con la pianta che si adatta ad ambienti difficili come i terreni lavici

brontesi. Si raccoglie ad anni alterni, anche se ci sono dei produttori che stanno provando a produrre

anche nell’anno di magra.

La raccolta viene effettuata ancora con le tecniche di un tempo fra le irte e spigolose lave

dell’Etna e dal frutto sulla pianta bisogna togliere prima il mallo, poi il guscio e per finire quella

pellicina che protegge il verde pistacchio. Subito dopo la raccolta il pistacchio va essiccato per

ridurre la percentuale di umidità fino al 4%, impedendo la formazione di microrganismi.

Per la sua bontà ed unicità il pistacchio di Bronte ha ottenuto il riconoscimento Dop

dall’Unione europea.

L’addetto stampa